L’approccio osteopatico per la sanità

//L’approccio osteopatico per la sanità

L’approccio osteopatico per la sanità

La salute rispecchia uno stato di equilibrio fra una persona e il suo ambiente fisico, emozionale e sociale, che è compatibile con la piena attività funzionale della persona stessa. 
La salute può essere descritta come uno stato dinamico che comprende vari aspetti sia di benessere sia di malattia.
La malattia è una condizione di squilibrio della funzione corporea, manifestato da una serie caratteristica di sintomi e segnali le cui eziologia, patologia e prognosi possono essere noti o sconosciuti. Sebbene la malattia solitamente comprenda alterazioni della struttura o della composizione dei fluidi del corpo, sono le manifestazioni di questi cambiamenti che squilibrano la funzione e portano alla consapevolezza dello stato di malattia.
La medicina osteopatica è già da tempo consapevole dell’importanza del sistema muscolo scheletrico, come pure della capacità del corpo di autoregolarsi e  guarirsi.
Poiché il muscolo costituisce la massa più grande del corpo, è responsabile del movimento, è chiaro come una prolungata risposta allo stress, che porta a tensione muscolare, possa avere un impatto sulle funzioni fisiologiche. Allo stesso modo è facilmente osservabile come il rilassamento muscolare dovuto a trattamento osteopatico è un’efficace modalità terapeutica.¹
I muscoli ipertonici però, per un osteopata, sono spesso l’interfaccia di un problema riflesso che può essere localizzato nelle vicinanze così come a distanza.
L’osteopata ricerca ciò grazie all’arte palpatoria della disfunzione somatica², definita come disturbo o alterazione della funzione di elementi legati al sistema somatico con alterazioni palpabili di tessuto, di asimmetria, di mobilità e sensibilità su strutture muscolo scheletriche ma anche vascolari, linfatiche e nervose.
Cosi, per un problema per esempio alla spalla sinistra, l’osteopata potrebbe trovarsi ad aver individuato aree di disfunzione somatica associate a organi sotto il diaframma come lo stomaco o settori comunque collegati al tratto digerente superiore e anche al distretto cervicale e craniale e a trattare tali distretti, magari senza quasi trattare la spalla stessa.
Ciò non toglie che ci siano spalle che meritano di essere trattate direttamente senza necessariamente relazioni viscerali o di altri distretti corporei.

La palpazione rivela aree localizzate che si differenziano da quelle circostanti per temperatura, gonfiore, iper o ipo sensibilità e compattezza.
L’osteopata, dopo aver individuato una o più macro-aree corporee in cui è o sono presente/i tale/i disfunzioni somatiche effettuerà dei test per comprendere quale sia stato l’algoritmo disfunzionale che si sia instaurato sul paziente e che abbia fatto insorgere la sintomatologia con cui egli si è presentato per consulto osteopatico.
La tipologia di approccio tecnico e la quantità di trattamento da somministrare è limitata dalla capacità del paziente di rispondere al trattamento stesso. L’osteopata potrebbe dover fare più procedure e procedere più rapidamente; il corpo del paziente, in ogni caso, deve compiere i cambiamenti necessari alla salute e alla guarigione.
La disfunzione somatica³ è menzionata e codificata dall’ICD10 (International Classification of Desease ) il che giustificherebbe la necessità che l’osteopata sia un professionista sanitario ab origine quindi con un suo percorso formativo dedicato. La “mano osteopatica”, “il tocco osteopatico” si matura durante il percorso didattico che deve essere sufficiente a formare un osteopata abilitato.

Il 22 Dicembre 2017 è diventata la data storica dell’osteopatia italiana, infatti il Disegno di Legge soprannominato “Lorenzin”, in cui è contenuto l’emendamento che istituisce la figura dell’osteopata, dopo quasi una legislatura intera di discussioni e cambiamenti, è stato sottoposto a voto finale del Senato, dopo la prima approvazione di Palazzo Madama e la seconda lettura della Camera, ottenendo parere favorevole.
Negli ultimi anni il mondo osteopatico italiano è entrato in forte fermento, poiché è incrementato lo scontro/incontro tra professionisti appartenenti al ramo sanitario e non sanitario per sostenere le proprie tesi sulla professione di osteopata e sui pazienti che dovrebbero afferire a tale professionista. Inoltre è stato stimato, in un’indagine Eurispes che sono circa 6000 gli osteopati che in Italia operano all’interno di un vuoto legislativo senza un riconoscimento giuridico, in assenza di una regolamentazione che ne certifichi il percorso accademico e le competenze acquisite negli anni.

Recentemente un ulteriore indagine di EUMETRA MONTEROSA afferma che sono 10 milioni gli italiani che vanno dall’osteopata e il 90 per cento si dichiara soddisfatto del trattamento.
Gli istituti di formazione italiani nel campo osteopatico, in Sicilia l’I.A.O.M./AISeRCO, hanno così modificato i loro programmi scolastici, le loro strutture e la qualità dei curricula dei loro docenti al fine di armonizzarsi con le guide dell’OMS4 per puntare all’eccellenza nella formazione, così da possedere le carte giuste per rilasciare titoli atti a passare il vaglio del riconoscimento della professione di osteopata nel momento in cui in Italia arrivi la tanto agognata regolamentazione della professione.
Per cui sin dall’Anno Didattico 2015/2016, la Scuola di Osteopatia I.A.O.M. – AISeRCO, è linea con le direttive dell’OMS e del CEN, ratificate dalle Commissione Didattica del ROI, nel rispetto delle norme di qualità della UNI ISO EN 9001 e 29990 di cui la scuola è già certificata, ha già istituito i seguenti due tipi di percorsi formativi:

  • ordinamento di TIPO 2 (Part TIME) in 5 anni che sostituirà il vecchio ordinamento che, come è noto, si svolgeva nell’arco di 6 anni. Tale corso è aperto agli studenti con Laurea Sanitaria di 1° o 2° livello e con Laurea in Scienze Motorie (o titolo equipollente), Laurea in Farmacia e Biologia5
  • il nuovo corso di formazione TIPO I (Full Time) in 5 anni, per i possessori del diploma di scuola media superiore, mediante un approccio integrato all’applicazione della teoria e della pratica clinica.

LA CLINICA OSTEOPATICA
Nessuna formazione in osteopatia sarebbe completa senza l’essenziale ausilio del Tirocinio Clinico con “pazienti veri” che tutti gli studenti devono obbligatoriamente affrontare sin dai primi anni, sotto la guida di un Tutor adeguatamente formato, fino alla fine del loro percorso di studi.

L’AISeRCO vanta di una vera e propria Clinica Osteopatica con stanze, oltre a quelle per la didattica frontale, appositamente dedicate per tale scopo. Il tirocinio clinico rappresenta, infatti, il momento formativo di vera sintesi di tutto quello che anno per anno viene somministrato agli studenti come didattica, al fine di formare un professionista che operi i tutta sicurezza e efficacia terapeutica a vantaggio della salute del cittadino.

LA CLINICA OSTEOPATICA PEDIATRICA

La scuola ha attivato il progetto I.A.O.M. – AISeRCO for Kids – Osteopathic Clinic for Newborn and Children che aiuta i vostri bambini a superare diversi problemi associati agli eventi pre-natali, perinatali e post natali.
Nell’ottica di una “care” sempre più attenta al benessere del neonato della diade madre-bambino, l’osteopatia, con le sue varie applicazioni, pone in essere trattamenti manipolativi a livello di sistema corporeo in sintonia con la tendenza del gentle handling, riportando il tutto alla fisiologia.
Dopo la nascita l’osteopata, tramite un’azione manuale dolce e naturale, ristabilisce quel rapporto tra strutture funzioni e fa si che l’equilibrio riprenda il sopravvento.

Per Info : I.A.O.M.- AISeRCO S.r.l. – International Academy of Osteopathic Medicine
www.aiserco.it – Mail: info@aiserco.it Pec: iaom-aiserco@legalmail.it

 

1 Still AT. Osteopathy, Research and Practice, St. Paul, Minn: The Pioneer Co; 1910
Greenman PE. Principles of Manual Medicine, Baltimore, Md: Williams & Wilkins; 1989.
2 Dinnar U. Classification of diagnostic test used with osteopathic manipulation. JAOA. March 1980; 79:451-455
3 La diagnosi della disfunzione somatica è l’oggetto di ricerca nella diagnosi osteopatica, essa aveva un codice (739) nell’International Classification of Desease, ICD-9 (Oggi ICD-10). La classificazione era suddivisa in accordo con il distretto anatomico dove la disfunzione è diagnosticata 3 .
L’osteopata fa ricorso a tutte le proprie competenze palpatorie per diagnosticare la disfunzione somatica.
La definizione di disfunzione somatica è: ―Funzione danneggiata o alterata di componenti collegate al sistema somatico (struttura del corpo): strutture muscolo scheletriche articolari, miofasciali e gli elementi vascolari, linfatici e nervosi associati.
4 Benchmarks for training in Osteopathy – WHO 2010- Linee Guida per la Formazione in Osteopatia – OMS 2010
5 I laureati in Scienze Motorie, insieme ai laureati in Biologia e in Farmacia, verranno iscritti all’ordinamento TIPO I, a partire dall’Anno Didattico 2016/2017, così come stabilito nel settembre 2015 dalla Commissione Didattica del ROI. Gli studenti frequenteranno il Corso PART TIME – Tipo II e dovranno integrare dei crediti, previsti nella formazione TIPO I – MIX MODE. Dovranno altresì aggiungere ulteriori 499 ore di tirocinio clinico, da potere esperire anche al di fuori della Clinica Osteopatica della Scuola, in strutture esterne, pubbliche o private convenzionate con la stessa, per un totale finale di 1000 ore.

By | 2018-07-06T20:41:03+01:00 Luglio 6th, 2018|Senza categoria|0 Comments