L’osteopatia in ambito craniale

//L’osteopatia in ambito craniale

L’osteopatia in ambito craniale

L’osteopatia è una filosofia, una scienza e un’arte.
Lo studio dell’osteopatia craniale offre una singolare prospettiva di tutte e tre le aree: filosofica, scientifica e artistica.
Prima della scoperta dell’osteopatia craniale gli osteopati non consideravano il cranio nelle loro valutazioni e trattamenti !!

William G. Surtherland, DO, Dsci (Hon) (1873-1954) fu uno dei primi studenti del dott. A. T. Still.
Surtherland si laureò all’American School of Osteopathy a Kirksville, Missouri, nel 1899.
S’interesso al cranio osservandone un modello vero che possedeva il dott. Still notandone le caratteristiche smussature/suture, poi raccontò:

 

..mentre stavo lì a guardare e a riflettere secondo la filosofia del dottor. Still, la mia attenzione fu richiamata dalle superfici articolari smussate dell’osso sfenoidale e di quelle temporali. A un tratto un pensiero mi sovvenne, io lo chiamo un pensiero guida, le superfici erano smussate come le branchie di un pesce, a indicare la mobilità articolare di un meccanismo respiratorio.”.

Egli si costruì un casco sul quale esercitava una pressione su delle zone precise della sua testa, in questo modo poté “esplorare” gli effetti delle restrizioni al livello delle ossa craniali.

Nel 1939, fu pronto a dimostrare le sue teorie e pubblicò, in seguito a numerosi altri articoli, “The cranial bowl” (La sfera craniale), in cui presentò il risultato delle sue teorie, secondo una visione meccanicista. Fu molto contestato, e trattato da eretico per avere stabilito il movimento ritmico del corpo e la capacità di mobilità articolare delle ossa del cranio. Il libro non ebbe successo tra i professionisti del suo tempo.

Dopo vent’anni, vennero pubblicati fino a 100 risultati che gli davano ragione. Sutherland ”esplora” con le sue “dita che sentono, che vedono, che pensano……” le strutture, le varie possibilità di movimento e movimenti più fini nel cranio e intorno ad esso come restrizioni esistenti e delle loro possibilità di trattamento.

Un nuovo sistema di trattamento si svilupperà progressivamente proprio a partire dalle sue ricerche e dai suoi esperimenti, è quella che noi oggi chiamiamo OSTEOPATIA CRANIO – SACRALE.

5 sono i PRINCIPI OSTEOPATICI FONDAMENTALI IN AMBITO CRANIALE:

  1. la MOBILITÀ INERENTE DELLE MASSE CEREBRALI E DEL MIDOLLO SPINALE
  2. la FLUTTUAZIONE DEL LIQUIDO CEFALORACHIDIANO
  3. la MOBILITÀ DELLE MEMBRANE DI TENSIONE RECIPROCA (le meningi)
  4. la MOBILITÀ DELLE OSSA CRANICHE
  5. la MOBILITÀ DELL’OSSO SACRO TRA LE OSSA ILIACHE DEL BACINO

I lavori di Boswher sul Liquido Cefalo Rachidiano hanno dimostrato delle variazioni fisiologiche di pressione idrica dell’ordine di 5-15 mm/Hg, variazioni che sono in relazione essenzialmente con la circolazione sanguigna e con la respirazione toracoaddominale; nonostante tali variazioni con la palpazione manuale osteopatica si è notato che il l’impulso ritmico craniale ha una frequenza costante e fisiologica media di 10-12 cicli al minuto (10-12 Hz).

Tale valore rappresenta la media di tutti i valori riportati da altri ricercatori Sembrerebbe dunque che LA PRIMA COMPONENTE che costituisce l’elemento principale del Meccanismo Respiratorio Primario sia il Cranial Ritmic Impulse (CRI) cioè l’AUTENTICO MOVIMENTO RESPIRATORIO PRIMARIO DELLA MASSA GLIALE1.

Per affrontare il cranio dal punto di vista osteopatico è necessario possedere in primis le seguenti conoscenze:

Visualizzazione mentale delle superfici articolari delle ossa craniche e della faccia (anatomia ossea del cranio)

 

  • Muscoli Cervicali e Cranici (Es: Trigger Point di Travell e Simons),
  • Tessuto connettivo
  • Vascolarizzazione arteriosa
  • Drenaggio venoso (soprattutto seni venosi)
  • Sistema Neurovegetativo: ortosimpatico e parasimpatico
  • Nervi Cranici (neurologia clinica)
  • Organi sensoriali: Occhio, Orecchio, Naso, Bocca
  • Quarto Ventricolo cerebrale
  • Traumi (causa maggiore di disturbo di MRP)
  • Odontoiatria (cefalee, vertigini con sintomi gastrointestinali, sindromi cervicali, sindrome della disfunzione dell’ATM.

Un esame osteopatico che verta sulla sfera craniale deve indagare su una raccolta dati per sintomi, pattern dolorosi, sulle attività quotidiane e quindi lo stile di vita, sui dati nutrizionali e loro impatto sull’anatomia / fisiologia della persona vista nella sua globalità.

Poi si passa a un esame palpatorio per la ricerca del “target osteopatico” e cioè sulla disfunzione somatica del cranio e sulla sua relazione nel sistema corporeo con le altre eventuali disfunzioni somatiche rilevate nel resto del corpo.

Alterazioni Tissutali, Asimmetrie ossee/tissutali, Restrizioni di mobilità craniale rilevabili con la sensibilità tattile dell’osteopata (ascolto craniale), Sensibilità palpatoria sul paziente (dolorabilità alla palpazione o alterazione di sensibilità), saranno segni di disfunzione somatica2.

Alcune delle applicazioni cliniche dell’osteopatia in ambito craniale sono:

  • Cefalea
  • Disfunzioni dell’Articolazione Temporo Mandibolare
  • Otite Media
  • Torcicollo Acuto
  • Radicolopatia cervicale
  • Wiplash (colpo di frusta cervicale)
  • Traumi alla nascita (disturbi respiratori, pianto eccessivo, incapacità o difficoltà di suzione, vomito, bradicardia, tachicardia, tremori, spasticità o flaccidità degli arti, cianosi e torcicollo).

L’approccio craniale è sempre molto dolce e integrato fortemente col resto della valutazione corporea dal punto di vista osteopatico, cercando di mettere in relazione il tutto col motivo di consulto del paziente.

  • 1 Movimento Ritmico dei Ventricoli (Podlas H, Lewer Allen K, Bunt EA, 1984-2000)
  • Movimento Ritmico del Parenchima Cerebrale (Groschel Stewart U, Unsicker K, Leonhardt H, 1977 : Dimostrazione immunoistochimica di proteine contrattili in astrociti, cellule ependimali nel diencefalo dei ratti; Scordilis P, 1977, individua un sistema di fosforilazione della miosina negli astrociti; Alonso G, 1981, individua l’organizzazione ultrastrutturale di filamenti di actina in assoni neurosecretori dei ratti)
  • Impulsi Ritmici dallo Sviluppo Embrionale (Magoun, 1951)
  • La Respirazione Polmonare (Sears TA, 1964)
  • Pressurestat Model (Upledger, 1983)
  • Ritmo Cardio-Respiratorio (Feinberg 1987, Greitz 1993)
  • Attività Muscolare di Risposta alla Gravità (Upledger 1983, Ferguson 1991)
  • Pompa Linfatica (Degenhardt B, Kuchera M, 1996: D.T. 4 cpm)
  • Tissue Pressure Model (Norton 1991)
  • Entrainment Theory (MacPartland, Mein, 1997: MRP come “frequenza armonica palpabile di molteplici oscillatori
    biologici” )
  • Pompa Venosa (Farasyn, 2001)
  • Oscillazioni Traube-Hering Mayer (Sergueef N, Nelson KE, Glonek T, 2001): complesse oscillazioni tra velocità e pressione del sangue: Onde Mayer (PNS):1.2-5.4 cpm – Onde TH (SNS): 6.0-10.0 cpm – Onde Respiratorie Confronto tra manipolazione craniale e flussometria laser-Doppler dimostra che il MRP è coerente con onde TH
  • International Classification of Desease 10a Versione (ICD-10), Minisetro della Sanità.
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By | 2017-12-20T21:38:42+01:00 Dicembre 20th, 2017|Senza categoria|0 Comments