L’Osteopatia è Medicina

//L’Osteopatia è Medicina

L’Osteopatia è Medicina

Bisogna sempre ricordare come Andrew Taylor Still avesse in mente, quando formulò la filosofia osteopatica, di creare un sistema completo di visione del paziente.
Un metodo che mettesse nuovamente al centro la salute del paziente e che si proponesse di far lavorare il corpo secondo i suoi tempi, i suoi “farmaci naturali” ed il suo concetto di benessere, spesso differente da quello dell’operatore.
Furono anni di intensa ricerca e studio,
che gli permisero di trovare una via ( OSTEO-PATH; cammino attraverso le ossa) all’interno della stessa Fisiopatologia umana per malattie come, ad esempio, la meningite. Il potenziale di ciò che insegna questa scienza, che non dimentica mai l’infinita lezione dell’Anatomia, e’ davvero immenso, anche se certamente non illimitato.

Lo sforzo di chi fa ricerca osteopatica, è dunque molto maggiore di ciò che si potrebbe immaginare, in quanto da un lato è necessario mostrare approfonditamente cosa sia davvero questa concezione terapeutica, al di la del mal di schiena, attraverso lo studio di ciò che hanno lasciato i pionieri ( Korr, Van Buskirk, Sutherland, solo per citarne alcuni) ed i vari campi d’applicazione definendo cosi i confini di questi ultimi ed il ruolo dell’osteopata nel campo della Medicina Manuale.
Dall’altro, il lavoro di ricerca ci permette di trovare tutti quei punti in comune con ogni professionista della salute. Siamo pensatori originali, liberi ed indipendenti sin dai nostri albori, che indagano ogni piega della fisiologia e della
fisiopatologia, riconoscendo ciò che è di nostra pertinenza e ciò che non lo è.
Nonostante ciò la visione Osteopatica p comunque essere di grande aiuto al paziente che, se fosse davvero al centro dei vari sistemi terapeutici, non avrebbe che da trarne vantaggio.
E’ il caso del PECTUS EXCAVATUM, difetto congenito della parete anteriore del torace nel quale lo sterno e’ depresso posteriormente.
Il JOURNAL of AMERICAN OSTEOPATHIC ASSOCIATION in un
articolo scritto da Irfaan Abid, ET AL nel volume 117 del febbraio 2018 mostra anzitutto come in una patologia del genere sia necessario un intervento multidisciplinare dove l’osteopatia ha un suo ruolo ben preciso atto a donare libertà di movimento a tutte quelle strutture come, ad esempio, il diaframma, che potrebbero risultare limitate nella loro capacità di espressione biomeccanica.
Secondo quanto riportato 
dall’articolo alcune delle problematiche che potrebbe trovarsi ad affrontare chi possiede questa conformazione anatomica sono:

  • DISPNEA CAUSATA DA ESERCIZIO FISICO

  • DOLORE AL PETTO

  • FATICA

  • TACHICARDIA

  • ASMA

  • INFEZIONI AL TRATTO RESPIRATORIO SUPERIORE

  • CAPOGIRI

  • INTOLLERANZA ALL’ESERCIZIO FISICO

oltre chiaramente a difficoltà relazionali causate dalla percezione che si ha del proprio corpo.
Quando ci si trova di fronte ad una condizione patologica severa è chiaro che l’osteopatia, con strutture ormai consolidate ed adattate in anni ed anni può fare ben poco anche se è ormai dimostrato come la terapia manuale osteopatica possa ridurre la percezione del dolore. Bisognerà cedere il passo all’intervento chirurgico (Tecnica di Nuss), e questo porterà notevoli benefici al paziente su tutti i fronti, sconfiggendo molte delle problematiche fisiche e psicologiche presenti.
Lo scopo però di ogni sforzo compiuto attraverso la diligente pratica osteopatica, cosi come della ricerca e dell’educazione nelle scuole osteopatiche è quella di far comprendere come tutto ciò, se riconosciuto per tempo, possa essere seguito dall’operatore, che si occuperà di verificare e correggere dove necessario, lo sviluppo delle tensioni fasciali all’interno del torace, la presenza di disfunzioni somatiche ed ogni cosa che possa essere condizionata positivamente dall’intervento della mano osteopatica, che asseconderà sempre il principio dell’interrelazione tra struttura e funzione.
Ciò che si è appena esposto mostra con chiarezza inequivocabile quanto sia sensata, soprattutto in ambito pediatrico, la collaborazione. Le medesime tensioni fasciali che si andranno a ricercare nel bambino, saranno quelle che porteranno poi l’operatore ad applicare la sua conoscenza pratica al trattamento delle cicatrici post intervento.

BIBLIOGRAFIA:

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Irfaan Abid, MHS, OMS IV; MennatAllah M. Ewais, MD; Joseph Marranca, BS; Dawn E. Jaroszewski, MD Pectus Excavatum: A Review of Diagnosis and Current Treatment Options The Journal of the American Osteopathic Association, February 2017, Vol. 117, 106-113.

Kragten HA, Siebenga J, Höppener PF, Verburg R, Visker N. Symptomatic pectus excavatum in seniors (SPES): a cardiovascular problem? : A prospective cardiological study of 42 senior patients with a symptomatic pectus excavatum. Neth Heart J. 2011 Feb;19(2):73-8.

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Neviere R,Montaigne D,Benhamed L,Catto M,Edme JL,Matran R,Wurtz A. Cardiopulmonary response following surgical repair of pectus excavatum in adult patients. Eur J Cardiothorac Surg. 2011 Aug;40(2):e77-82.

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By | 2018-06-05T20:52:44+01:00 Giugno 5th, 2018|Senza categoria|0 Comments